Prodotti Fitosanitari, cosa cambia col nuovo Piano di Azione Nazionale (PAN 2019)

A cinque anni dall’ entrata in vigore del “Piano di Azione Nazionale” è arrivato il momento della revisione che terrà conto delle criticità emerse in fase di applicazione: per il quinquennio 2019-2024, il Comitato Tecnico Scientifico sta elaborando il nuovo documento che regolamenterà l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Ai fini della prevista fase di consultazione del pubblico (si può partecipare fino al 15 ottobre) è disponibile la BOZZA di Piano sui siti istituzionali dei Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e della Salute, per consentire a chiunque voglia partecipare alla consultazione (associazioni, portatori di interesse, istituzioni, enti di ricerca, imprese e singoli cittadini) di trasmettere eventuali osservazioni sul futuro PAN. Durante la fase di consultazione, potranno essere inviate proposte di integrazione/modifica del testo, utilizzando l’apposito schema.

Cosa prevede

In linea con la direttiva 128/2009 CE e il D.Lgs n.150/2012, il PAN definisce gli obiettivi, le misure, le modalità e i tempi per la riduzione degli impatti derivanti dall’ utilizzo dei prodotti fitosanitari in aree agricole ed extra agricole, verso “forme caratterizzate da maggiore sostenibilità e compatibilità ambientale”. In sostanza, si traduce in una riduzione dei rischi e degli impatti sulla salute umana, sulla biodiversità e sull’ ambiente, nella promozione di una difesa integrata con metodi alternativi non chimici, nella tutela dei consumatori e la protezione degli utilizzatori dei prodotti fitosanitari. L’attuazione richiederà la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, dai distributori di prodotti fitosanitari, dai consulenti, agli operatori agricoli.

Cosa cambia

Le prospettive di revisione del Piano sono l’introduzione di indicatori di tipo quantitativo per la misurazione dell’efficacia del PAN (assenti nel Piano precedente); maggiore sinergia con la Pac post 2020, con la possibilità di armonizzazione dei due strumenti di programmazione (PAN e Pac), tramite sovvenzioni specifiche per l’uso sostenibile dei fitofarmaci e l’aumento delle superfici con difesa integrata o agricoltura biologica; armonizzazione dei sistemi di formazione regionale per gli utilizzatori e i consulenti incrementando il rilascio di patentini e il controllo in fase di vendita (ad esempio: il divieto della vendita on-line e l’accertamento dei patentini da parte dei distributori); incremento del controllo funzionale delle macchine irroratrici, a partire dall’aggiornamento del parco macchine nazionale e la proposta di erogazione di carburante agricolo agevolato dopo la dimostrazione effettiva del controllo delle irroratrici; tra le misure dedicate alla gestione e tutela delle aree adiacenti a terreni agricoli trattati con prodotti fitosanitari, una novità è l’attenzione in prossimità di abitazioni e piste ciclabili.

Inoltre per le aree extra-agricole è prevista la revisione delle caratteristiche dei prodotti fitosanitari utilizzabili, con possibile differenziazione delle aree in funzione della reale fruizione da parte della popolazione e le effettive esigenze di utilizzo di determinati prodotti fitosanitari.

Obiettivi ambiziosi

Questo aggiornamento del Pan comprende obiettivi quantitativi notevoli, non presenti nel primo provvedimento.

Il responsabile deve eseguire i controlli interni sull’impianto secondo i protocolli di gestione e di autocontrollo, oltre a redigere un documento di valutazione del rischio. In questo documento deve essere valutata ogni fase che può rivelarsi critica nella gestione dell’attività e della balneabilità delle acque.

Alla conclusione del quinto anno di applicazione del Pan, dovranno infatti essere raggiunti i seguenti traguardi: aumento del 30% della superficie agricola condotta con il metodo della produzione integrata, con riferimento all’anno 2017; aumento del 60% della superficie agricola condotta con il metodo dell’agricoltura biologica, con riferimento all’anno 2017; aumento dell’80% della superficie agricola condotta con il metodo dell’agricoltura biologica nelle aree naturali protette e nei Siti Natura 2000, con riferimento all’anno 2017.

Riduzione del 20% delle quantità di sostanze attive di prodotti fitosanitari candidate alla sostituzione immesse in commercio, con riferimento alla media del triennio 2016-2018; riduzione del 10% delle quantità di sostanze attive di prodotti fitosanitari prioritarie e pericolose prioritarie immesse in commercio, con riferimento alla media del triennio 2016-2018; percentuale non superiore all’1% dei campioni di alimenti di origine vegetale con presenza di residui di sostanze attive di prodotti fitosanitari non conformi ai requisiti del regolamento 174 (CE) n. 396/2005; percentuale pari al 25% degli utilizzatori professionali dei prodotti fitosanitari che operano nei siti della Rete Natura 2000 e nelle aree naturali protette, ai quali è erogata una formazione specifica sui temi riguardanti le peculiarità di tali aree e la necessità di tutela della biodiversità; percentuale inferiore allo 0,5% di campioni che presentano sostanze attive prioritarie e pericolose prioritarie in concentrazioni superiori allo 0,1 microgrammi/l nelle acque superficiali, fatto salvo il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla tutela della qualità delle acque; percentuale inferiore allo 0,5% di campioni che presentano sostanze attive candidate alla sostituzione in concentrazioni superiori allo 0,1 microgrammi/l nelle acque superficiali.

Nei prossimi giorni vedremo cosa pensano della bozza di PAN gli ambientalisti e il mondo agricolo, risicoltori in testa.


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